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venerdì 24 agosto 2018

Comunicato ANPI nazionale

"Basta col massacro dei diritti umani, si ricostituisca nel Paese la normalità civile e democratica"


A Catania si sta consumando l'ennesimo attacco alla Costituzione. È ora che si ponga un freno definitivo a questa suddivisione delle persone in scompartimenti razziali e al quotidiano gioco al massacro dei diritti umani posti in essere dal Ministro dell'Interno. Per di più la sua replica al Presidente della Camera oltre a essere fuori dal doveroso e fondamentale rispetto istituzionale, conferma la fragilità del rapporto tra gli alleati di Governo. Faccio appello alle massime autorità dello Stato affinché cessi questa condotta irresponsabile e venga ricostruito nella vita del Paese un clima di normalità civile e democratica.
Carla Nespolo - Presidente nazionale ANPI
23 agosto 2018


giovedì 9 agosto 2018

Alla deriva

Invitiamo i nostri lettori a sostenere la campagna di crowdfunding destinata al progetto di informazione indipendente ideato da Duccio Facchini e finalizzato alla realizzazione del libro "Alla deriva"  - I MIGRANTI, LE ROTTE DEL MAR MEDITERRANEO, LE ONG: IL NAUFRAGIO DELLA POLITICA, CHE NEGA I DIRITTI PER FABBRICARE CONSENSO

In questo momento di grande smarrimento politico ed etico , Altreconomia ha in cantiere un libro prezioso, che va oltre la cronaca dei naufragi nel Mediterraneo, ma affronta con una visione ampia i temi di più stretta attualità - migrazioni, Ong, normative, accoglienza -  e fornisce al lettore gli elementi per capire che cosa sta succedendo in Italia e in Europa. Il tema dei migranti è infatti sempre più decisivo nell’orientare il voto dei cittadini: "Alla deriva" è uno strumento chiaro e sintetico per comprendere ciò che accade nel Mare Nostrum , ma anche nelle nostre coscienze e nella nostra cultura.
I CONTENUTI 
“Alla deriva” è un libro che mette a tacere gli slogan dei politici e le fake news per far parlare invece i fatti, i numeri silenziosi, le testimonianze dirette: offre al lettore prima di tutto un’ overview sintetica del fenomeno migratorio a livello globale e una mappa delle principali rotte verso l'Europa; racconta, attraverso testimonianze dirette, che cosa sono i viaggi in gommone o in barcone nel Mediterraneo; smentisce le bufale sull’“invasione” e la “sostituzione etnica”; affronta il tema dei salvataggi in mare , il ruolo delle Ong e le ambigue inchieste a loro carico; traccia un quadro del sistema dell’ Unione Europea , delle sue normative e del futuro che si prefigura; fotografa la situazione della Libia , Paese in cui l’Italia - che vi ripone notevoli interessi economici - blocca o rimanda i migranti nonostante la terribile situazione dei diritti umani; descrive infine la cosiddetta “pacchia”, analizzando la condizione giuridica e sociale dei richiedenti asilo e degli stranieri in Italia.
I CONTRIBUTI 
Accanto al lavoro del giornalista Duccio Facchini (vedi oltre) numerosi, importanti contributi e testimoniane dirette di studiosi, avvocati, giuristi, medici, attivisti (vedi oltre). Gianfranco Schiavone(presidente di ICS); Luigi Montagnini (Medici Senza Frontiere); Giovanna Scaccabarozzi (medico sulle navi delle ONG); Riccardo Gatti (ProActiva Open Arms); Chiara Favilli (Professore di Diritto dell’Unione Europea presso l’Università degli Studi di Firenze); Anna Brambilla (avvocato di ASGI) e altri. Introduzione del direttore di Altreconomia, Pietro Raitano.
IL SENSO DEL LIBRO 
Ma soprattutto il libro spiega perché espressioni come la “crociera”, i “vice- scafisti”, i “taxi del mare”, le “Eurofollie” non siano solo parole in libertà ma carburante per la macchina del consenso elettorale . Oggi infatti, come spesso capita dopo anni di crisi, disoccupazione e precarietà , unapolitica incapace di comprendere e governare le complessità fa leva sul malessere e sulla disinformazione delle persone per fomentare l’odio sociale e raccattare voti sulla pelle dei migranti , capro espiatorio indicato come causa di ogni male. Una strategia politica e mediaticache sta cambiando non solo la composizione dei Parlamenti, ma anche la cultura europea, passando dall’accoglienza al rifiuto dall’integrazione alla discriminazione .
LA CITAZIONE: 
“Per i clandestini la pacchia è strafinita”. (Matteo Salvini - ministro dell’Interno del Governo italiano).
L'OBIETTIVO: 
L'obiettivo di questa campagna è sostenere la realizzazione del libro. Una volta raggiunto l'obiettivo la campagna proseguirà per aumentare la tiratura e la diffusione del libro.
Questo il link al quale potete trovare tutte le informazioni per la raccolta fondi: https://www.produzionidalbasso.com/project/alla-deriva/

domenica 1 luglio 2018

Laboratorio "Homo Migrans"



Comitato Provinciale di Pavia








LABORATORIO
“HOMO MIGRANS”
realizzato da Progetto Con-Tatto
membro di RTI Muro Maestro Ente Gestore SPRAR Pavia
in collaborazione con ANPI Comitato Provinciale di Pavia e Progetto SPRAR PAVIA


Questo laboratorio mira a scomporre ed esplorare le migrazioni e i concetti di viaggio, identità e appartenenza; attraverso l'analisi delle rotte migratorie, gli alunni saranno condotti a scoprire quali sono le ragioni che spingono uomini e donne a lasciare la propria casa, i propri affetti e tutto quello che è parte della propria storia personale per approdare in una terra sconosciuta e lontana, scegliendo anche di percorrere tragitti di terra o di mare impervi e pericolosi.
Gli alunni avranno dunque la possibilità di analizzare le esperienze migratorie che stanno caratterizzando i nostri tempi modificando gli assetti politici europei, e comprendere le tappe del percorso di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale.

Obiettivi specifici di apprendimento e formativi:
  • Facilitare la comprensione dei fenomeni migratori e degli aspetti legati all’interculturalità;
  • consolidare i percorsi di educazione interculturale e di educazione alla cittadinanza mondiale;
  • favorire la conoscenza di paesi, culture e lingue differenti;
  • conoscere il sistema di accoglienza e protezione dei richiedenti asilo e rifugiati presente sul territorio provinciale (Progetto S.P.R.A.R.).

Durata del laboratorio
Per ogni classe coinvolta il laboratorio si articola in 3 incontri di 2 h ciascuno, totale 6 ore. Il laboratorio è adatto per gli alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria e per tutte le classi della scuola secondaria di primo grado.
Per le prime classi della scuola primaria verranno adattati i contenuti in base all'età, come indicato successivamente.
Il percorso viene proposto per un massimo di 10 classi sull'anno scolastico 2018-2019.

Percorso per scuola secondaria di I grado e classi quarta e quinta della scuola primaria
Contenuti degli incontri
1° incontro (2 h)
Verte sui tipi di viaggio e sulle motivazioni per cui questi vengono intrapresi. Gli studenti verranno stimolati a riflettere sui viaggi o migrazioni compiute dalla propria famiglia, verranno analizzate le motivazioni che hanno portato a spostarsi cambiando città o nazione.
Il tutto verrà rappresentato su una mappa del mondo che alla fine dell'incontro racconterà le varie storie di migrazione e rappresenterà le interconnessioni presenti a livello globale.
A partire dal brainstorming con i ragazzi si rifletterà insieme sulla distinzione tra migrazioni forzate e migrazioni per scelta.
ANPI Provinciale proporrà la narrazione e la riflessione su alcune grandi figure di antifascisti, per i quali la migrazione per necessità e ricerca di lavoro della propria famiglia di origine ha rappresentato uno snodo importante, incidendo in modo determinante sulla presa di coscienza nella visione del mondo, e nella scelta partigiana.  
La nostra narrazione si concentrerà sulla figura del gappista Giovanni Pesce, che, nel 1924, emigrò con la famiglia da Alessandria alla regione mineraria delle Cevennes. [Testo di riferimento Giovanni Pesce, Il giorno della bomba] – su quella del gappista Lorenzo Fava, la cui famiglia in cerca di lavoro emigrò da Nocera Inferiore (Salerno)  in Polesine [Testi di riferimento tratti dal materiale di Istoreco Verona] e del gappista Dante di Nanni, figlio di migranti dalla Puglia a Torino [Testi di riferimento: testimonianze scritte di Giovanni Pesce su Dante di Nanni]. Testo ulteriore di riferimento: Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno - nel passaggio che recita “Perché combatte? ...E quei quattro cognati terroni combattono per non essere più dei “terroni”, poveri emigranti, guardati come estranei.”
ANPI Provinciale proporrà anche la narrazione e la riflessione sulle biografie emblematiche di Piero Gobetti e dei fratelli Rosselli, migranti in fuga dall’Italia fascista, che trovano tutti la morte in terra di Francia là dove si era rifugiati per sfuggire alle persecuzioni della dittatura fascista.

2° incontro  (2 h)
Ci si avvicina al tema dell’immigrato e del rifugiato in particolare con la testimonianza di alcuni ospiti del progetto S.P.R.A.R. Pavia (Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) coinvolti da Progetto Con-Tatto.
Durante il laboratorio si viaggerà soprattutto in Africa, nei paesi di provenienza dei testimoni, per conoscere il patrimonio culturale che questi migranti portano con sé e per cercare di capire le motivazioni che li hanno spinti ad abbandonare i propri paesi e i propri affetti. Attraverso l'ausilio di una mappa dell'Africa e materiale fotografico verrà percorso il tragitto dal paese di provenienza alla Libia, luogo di partenza di un altro viaggio, quello via mare.

3° incontro  (2 h)
Avviene finalmente l’approdo in Italia dopo il pericoloso viaggio attraverso il Mediterraneo. In quest'ultimo incontro verranno raccontate da chi le ha vissute, le difficoltà e speranze della vita in Italia e in Europa. Si analizzerà brevemente la rappresentazione che i media danno del fenomeno migratorio.

Modalità conduzione incontri
I tre incontri sono strutturati in modo interattivo e vogliono offrire ai ragazzi la possibilità di dialogare e fare domande contribuendo ad approfondire il fenomeno migratorio, in particolare nella sua componente di migrazione forzata.
La presentazione sarà accompagnata dalla visione di immagini e filmati, ove possibile sarà utilizzata una lim.
Il laboratorio verrà adattato e differenziato in base alle classi d'età.

Percorso per classi prima, seconda e terza della scuola primaria.
Il laboratorio Homo Migrans può essere proposto alle tre classi della scuola primaria adattando i contenuti. Verrà privilegiato l'utilizzo di materiali quali stoffe colorate,  oggetti tipici e musiche tradizionali di altri paesi che permettano di narrare storie e culture dal mondo con una particolare attenzione ai paesi del continente africano dai quali partono la maggior parte dei richiedenti asilo.  
Un'illustratrice interculturale rappresenterà graficamente la narrazione del viaggio fatta dall'operatore facilitando il coinvolgimento degli studenti.


martedì 8 maggio 2018

Da sudditi a cittadini: il fascismo è un crimine


Proponiamo il testo dell'orazione tenuta da Teresa Berzoni a Vigevano. 

Rivolgo a tutti presenti un saluto e un ringraziamento per essere qui con noi a celebrare la festa dellaLiberazione dell'Italia dal nazifascismo. Quel giorno Sandro Pertini annunciò, da Radio Milano Libera, la fine della guerra, il recupero dell'unità nazionale e della indipendenza ritrovata, l'avvio di un nuovo cammino democratico. C'è un filo rosso che segna il legame tra la Resistenza, il nuovo carattere dell'Italia democratica e l'ordinamento repubblicano. È il 25 aprile, che si fonda innanzitutto, la nostra Repubblica. A questo proposito vorrei ricordare la nostra compagna Noemi Tognaga, simbolo dell’antifascismo vigevanese, maestra e partigiana, collaboratrice con il Comitato di Liberazione Nazionale.

Un impegno continuato sui banchi del consiglio comunale e, per più di trent’anni, alla guida dellAssociazione nazionale partigiani.



LA GUERRA
In una Italia devastata dalla guerra, nelle sue macerie materiali, e sfregiata da vent'anni di dittatura fascista, nelle sue macerie morali, si levarono le coscienze limpide dei nostri patrioti antifascisti che non avevano mai smesso di credere in un futuro migliore, si levarono le coscienze di quei militari abbandonati a se stessi dopo l'armistizio, che onorarono la patria con sacrificio ed eroismo, donne e uomini, nelle città e nelle campagne, che non avevano mai smesso di credere che ogni persona va rispettata e che la sua dignità non può mai essere violata né per ragioni di razza, in quanto le razze non esistono, né per ragioni di religione, né per ragioni di pensiero, né per ragioni di genere, maschile o femminile, né per ragioni di condizione sociale.
Scriveva Piero Calamandrei: se volete andare nei luoghi dove è nata la nostra Repubblica, venite dove caddero i nostri giovani. Ovunque è morto un italiano per riscattare dignità e libertà, andate lì perché lì è nata la nostra Repubblica.
E’ per questo che siamo qui oggi, ancora una volta, a ricordare la Liberazione, soprattutto nel suo più profondo significato politico, quello di aprire la strada ad un futuro di democrazia, in cui libertà ed eguaglianza marciassero di pari passo, in cui i diritti della persona fossero considerati alla stregua di beni intangibili ed inalienabili, il lavoro fosse il fondamento non solo economico, ma sociale e morale della Repubblica, la pace come il bene sommo da tutelare ad ogni costo.

Il 14 luglio 1938 vennero emanate da parte del consiglio dei ministri fascista e promulgate dal re Vittorio Emaneuele III le “leggi per la difesa della razza”, un insieme di provvedimenti legislativi e amministrativi antisemiti: una vergogna e una infamia imperdonabile. Quelle leggi, infatti, portarono alla morte migliaia di ebrei e provocarono sofferenze indicibili, paura, terrore, angoscia e miseria. Con il manifesto della razza e con le leggi successive, agli ebrei venne proibito di prestare servizio militare, essere proprietari di aziende, essere proprietari di terreni e di fabbricati, avere domestici "ariani". Gli ebrei vennero licenziati dalle amministrazioni pubbliche militari e civili, dagli enti provinciali e comunali, dalle banche, dalle assicurazioni e dall'insegnamento nelle scuole di qualunque ordine e grado. Infine, i ragazzi ebrei non poterono più essere accolti nelle scuole statali. Gli insegnanti ebrei avrebbero potuto lavorare solo in quelle scuole create dalle comunità ebraiche specifiche per ragazzi ebrei.
In base a quelle cosiddette teorie (penose, false perfino ridicole) migliaia di ebrei italiani furono perseguitati, umiliati, messi alla fame, arrestati e poi spediti nei campi di sterminio.

GLI STRANIERI IN ITALIA
Siamo qui, noi dell'Associazione Partigiani per ricordare che questa è e deve essere la festa di tutti gli antifascisti, e dunque anche di coloro che vivono in Italia da tempo e dovrebbero diventare cittadini, senza steccati culturali o religiosi. Siamo qui, in un giorno di festa, ma ricordando che il mar Mediterraneo è pieno di cadaveri, che in tutto il mondo infuriano guerre, anche a noi molto vicine come la Siria, dove le maggiori potenze si fronteggiano per portare, con le bombe, la democrazia.

LA POVERTA'
Ma siamo qui anche per richiamare tutti alla necessità di superare un mondo fatto di ingiustizie, in cui alcuni poteri forti cercano di dominare il mondo, unmondo dove l’1% più ricco dell’umanità possiede più del restante 99%. L’attuale sistema economico favorisce l’accumulo di risorse nelle mani di una élite super privilegiata ai danni dei più poveri che sono in maggioranza donne. E l’Italia non fa eccezione. Questo sistema economicoriesce solo a provocare ulteriori disuguaglianze, privazione di diritti, violenza e barbarie, miseria e fame. Per questo auspichiamo il passaggio da un'economia lineare basata sulla produzione industriale e sulla produzione di scarto a un'economia circolare basata sul riuso, perché stiamo consumando e inquinando l'ambiente più di quanto la terra e l'uomo possano sopportare.
LA CRISI
La disoccupazione è ancora a livelli troppo alti, mentre 18 milioni di italiani sono caduti nella povertà. Nella nostra Regione c’è una crisi ancora più grave sul piano della legalità. Continuano ad imperversare le mafie. C’è una corruzione diffusa, a tutti i livelli. Ricordiamo quello che è successo nella sanità lombarda.
C’è una crisi evidente di valori, C’è la sfiducia nelle Istituzioni, c’è uno sforzo continuo per modificare la Costituzione anziché darle finalmente attuazione, c’è una crisi di rappresentanza e dunque di democrazia, c’è la crisi dei partiti. C’è, soprattutto, il problema dei giovani, verso i quali abbiamo un debito enorme, ai quali non diamo certezze né per il presente né per il futuro

E’ per questo che non dobbiamo essere indifferenti, dobbiamo impegnarci per il bene comune, mettendo al bando egoismi, odio e violenze per realizzare, alla fine, il sogno di quegli anni, della Resistenza, della Liberazione, mettendo al centro i suoi valori fondanti: lavoro, giustizia sociale, equità e solidarietà.

GUERRE NEL MONDO
È sempre tempo di resistenza. È tempo di resistenza perché ovunque sia terra di martirio, di tirannia, di tragedie umanitarie come in Siria, Libia, Nigeria, Congo, Somalia, Sudan e tanti altri, purtroppo, lì vanno affermati i valori della resistenza.
Per questo, vogliamo dare una risposta a tali idee disumane, affermando un’altra visione della realtà che metta al centro il valore della persona, della solidarietà, dell'uguaglianza dei diritti, della libertà di pensiero, della democrazia come strumento di partecipazione e di riscatto sociale, un mondo più giusto, più libero, più uguale, un mondo sognato dai caduti per la nostra libertà. L'Anpi nazionale con le parole di Carla Nespolo e l'Anpi di Vigevano condannano l'attacco portato avanti dall'America, Francia e Inghilterra alla Siria, perché allontana la soluzione della guerra civile siriana, aumenta i pericoli per la pace nel mondo, destabilizza i rapporti internazionali, delegittima l'ONU, incoraggia il terrorismo e divide l'UE. È ora che in Italia e in Europa torni a farsi sentire un grande movimento popolare per la pace.

I NUOVI FASCISMI
Si stanno moltiplicando nel nostro Paese, sotto varie sigle, organizzazioni neofasciste e neonaziste, presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web sia in Italia che in Europa, in particolare nell’est, e si manifestano attraverso chiusure nazionalistiche e xenofobe, con cortei e iniziative di stampo oscurantista o nazista, come recentemente avvenuto a Varsavia, persino con atti di repressione e di persecuzione verso le opposizioni. C’è un pullulare in Italia di movimenti neofascisti insopportabile: liste elettorali, vendita di oggetti, esposizione di simboli, manifestazioni, siti web. Non ultimo il presidio di Casapound in piazza Ducale la settimana scorsa e la svastica e un canto della Wehrmacht incise sulla porta di un bagno a Montecitorio.
Nonostante le leggi Scelba del 1952 e la legge Mancino del 1993 in tema di apologia del fascismo,che puniscono ogni forma di fascismo e razzismo, siamo testimoni di un nefasto incremento di manifestazioni nostalgiche con vecchi e nuovi “camerati” che inscenano nelle piazze, stadi, nei siti cimiteriali di alcune città e adesso anche nelle sedi delle associazioni umanitarie, sindacali, e sulle porte di sindaci e assessori di vari comuni italiani.
Sempre più frequentemente si vedono croci uncinate disegnate sui muri di edifici istituzionali o scolastici. A queste nuove formazioni esplicitamente razziste e neofasciste non si può arretrare dalla scelta di un contrasto forte, per rinsaldare i valori della Costituzione.
Per questo L'Anpi si è prodigata nella raccolta di firme “Mai più fascismi” esortando le autorità competenti a vietare, nelle competizioni elettorali, la presentazione di liste direttamente o indirettamente legate a organizzazioni, associazioni o partiti che si richiamino al fascismo o al nazismo, come sostanzialmente previsto dagli attuali regolamenti, ma non sempre applicato, e a proibire nei Comuni e nelle Regioni la concessione di spazi pubblici per iniziative promosse da ben note Associazioni, prendendo esempio dalle buone pratiche di diverse Istituzioni locali.

Per questo, chiediamo che le organizzazioni neofasciste o neonaziste siano messe nella condizione di non nuocere, sciogliendole per legge, come già avvenuto in alcuni casi negli anni 70 e come imposto dalla XII Disposizione della Costituzione.

LA CONDIZIONE DELLA DONNA
Durante il fascismo la donna poteva essere licenziata dal posto di lavoro se si sposava o se rimaneva incinta, non aveva accesso a tutte le professioni, non aveva sviluppo di carriera, non aveva parità né salariale né previdenziale, non aveva pari diritti all'interno della famiglia anche riguardo all'educazione dei figli. Seguendo questa politica lo stato fascista cercò di eliminare tutte quelle attività, tra cui la scuola e l'istruzione, che potessero distrarre le donne dallo sposarsi presto e dall'avere tanti bambini, insomma la donna “regina del focolare”. La signora Pesce, donna della resistenza antifascista, ci ricorda come le bambine per andare alle scuole medie dovessero pagare una tassa doppia di quella dei bambini.
Ventuno donne nel mondo più maschile che si possa immaginare, ventuno donne con idee diverse riuscirono, insieme, ad inserire la parità di genere nella nostra Costituzione. In particolare il lascito più importante del loro lavoro fu l'articolo 3, che fissa l'uguaglianza dei cittadini senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni sociali. Ventuno donne che lavorarono alla stesura della Costituzione nell'Assemblea Costituente fino ad aprile del 1948.
L'Anpi si batte per un futuro in cui la politica per l’Uguaglianza si nutra di universalità del welfare e di diritti della persona, di redistribuzione del lavoro e della ricchezza; si nutre di applicazione della Costituzione e di rappresentanza sociale da allargare.
Siamo qui per non dimenticare il passato, ma al tempo stesso per guardare verso il futuro, sapendo che esso dipende da noi, dalle nostre scelte, dalla nostra volontà di partecipazione, di democrazia, di antifascismo. 


martedì 3 aprile 2018

Seminario di didattica della storia

A presentazione del progetto di formazione e aggiornamento inerente la didattica della storia, promosso dall'Università di Pavia e dall'Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Pavia, non troviamo altre parole se non i versi di Erri De Luca - Solo Andata. Eccoli:
"Vogliono rimandarci, chiedono dove stavo prima,
quale posto lasciato alle spalle.
Mi giro di schiena, questo è tutto l’indietro che mi resta,
si offendono, per loro non è la seconda faccia.
Noi onoriamo la nuca, da dove si precipita il futuro
che non sta davanti, ma arriva da dietro e scavalca.
Devi tornare a casa. Ne avessi una, restavo.
Nemmeno gli assassini ci rivogliono.
Rimetteteci sopra la barca, scacciateci da uomini,
non siamo bagagli da spedire e tu nord non sei degno di te stesso.
La nostra terra inghiottita non esiste sotto i piedi,
nostra patria è una barca, un guscio aperto.
Potete respingere, non riportare indietro,
è cenere dispersa la partenza, noi siamo solo andata.(…)
Faremmo i servi, i figli che non fate,
nostre vite saranno i vostri libri d’avventura.
Portiamo Omero e Dante, il cieco e il pellegrino,
l’odore che perdeste, l’uguaglianza che avete sottomesso."
Il tema scelto  per questo incontro, che si terrà il 6 e 7 aprile 2018, è quello delle migrazioni. 
Il seminario è articolato in due giornate di lavoro. Nella prima interverranno alcuni docenti dell’Università, che analizzeranno vari aspetti del fenomeno migratorio in un’ottica di lungo periodo, e il professor Antonio Brusa, per quanto riguarda la didattica della storia. Nella seconda, invece, è previsto un confronto tra docenti per discutere di possibili percorsi didattici inerenti al tema.




sabato 17 febbraio 2018

Mai più fascismi - mai più razzismi

Manifestazione nazionale - Roma, 24 febbraio 2018

Diamo vita insieme a Roma, capitale della Repubblica nata dall'antifascismo e dalla Resistenza, ad una manifestazione che dev'essere davvero grande, popolare, pacifica, partecipata, patrimonio di quanti hanno a cuore l’inalienabile valore della libertà. Lo chiediamo a tutte le persone, ai lavoratori e alle lavoratrici, ai giovani, alle ragazze, agli anziani, alle famiglie, alle comunità, indipendentemente dalle opinioni politiche, dal credo religioso e da luoghi di provenienza.

L’Italia democratica, solidale , responsabile, civile deve alzare la testa e, unita, contrastare con gli strumenti della democrazia, del dialogo, della cultura e della partecipazione ogni deriva razzista, oscurantista, autoritaria ed ogni irresponsabile demaogia che fomenta paure, rancori, xenofobie. L’emigrazione è un irreversibile fenomeno di cui bisogna analizzare cause e responsabilità; coinvolge l’intera Europa e non si risolve con muri e barriere. La gestione delle politiche migratorie dev'essere una gestione sana propositiva, che crei davvero le condizioni per un piena integrazione sociale nel rispetto del dettato costituzionale.

Il tragico tiro al bersaglio di Macerata contro inermi migranti conferma che il tema del razzismo e del fascismo è rammaricamente all’'rdine del giorno; chi minimizza o addirittura sostiene i comportamenti criminali come la tentata strage è allo stesso modo corresponsabile della diffusione di pulsioni razziste e fasciste oggi presenti in segmenti per fortuna minoritari della popolazione. Ma esiste un'altra Italia, quella del volontariato, dell'associazionismo, della convivenza, della solidarietà, delle lotte democratiche; a questa Italia noi vogliamo dare voce. 


L'ininterrotta sequenza di intimidazioni e atti di violenza fascista e razzista di questi mesi, come la provocazione di Como, ha messo in pericolo la sicurezza di tutte e di tutti, che dev'essere garantita dallo Stato democratico attraverso la partecipazione popolare, la promozione dell'eguaglianza sociale, l'integrazione, la conoscenza, la formazione civile e la coesione sociale, l'attività delle forze dell'ordine.

Con la manifestazione unitaria del 24 febbraio, dopo le iniziative dei mesi scorsi a cominciare dal 28 ottobre 2017 e dopo le manifestazioni a Macerata e in molte altre città d'Italia, si deve rafforzare un paziente lavoro di valorizzazione della dignità della persona, dell'apprendimento culturale fin dall'età scolare, del recupero e della trasmissione della memoria, per riaffermare il valore della Costituzione e della sua piena attuazione. Fascismi e razzismi hanno provocato nel '900 le più sconvolgenti tragedie della nostra storia. Mai più!

Per unire: solidarietà e libertà siano il perno della democrazia di oggi e di domani.

Sabato 24 febbraio 2018: concentramento alle ore 13.30 in Piazza della Repubblica, avvio del corteo e arrivo in Piazza del Popolo dove avrà luogo dalle ore 15.00 la manifestazione.


LE ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI DELL'APPELLO "MAI PIÙ FASCISMI"


Roma, 14 febbraio 2018


venerdì 1 dicembre 2017

Como: un atto di squadrismo

Dichiarazione di Carla Nespolo per repubblica.it su due episodi di marca neofascista. A Como un gruppo skinhead irrompe in una riunione, a Verona un corso per avvocati viene introdotto da un'associazione che si richiama al nazismo.

Un'irruzione in pieno stile squadrista, ma con una pacatezza inquietante. Fermi, in piedi. Il cranio rasato, i bomber scuri. E un volantino. Letto a mo' di  "proclama" per dire "basta invasione", stop ai migranti e a chi li accoglie. Il blitz fascista e razzista  - di cui "Repubblica" mostra il video (diffuso in rete da Baobab Experience) - è andato in scena l'altra sera a Como. Gli autori sono una quindicina di naziskin del Veneto Fronte Skinhead, che - rende noto la questura - saranno tutti denunciati per violenza privata (già quattro dei partecipanti al blitz sono stati indetificati grazie alle immagini).


Che cosa è successo. In una sala al primo piano del Chiostrino di Santa Eufemia era in corso una riunione di Como Senza Frontiere, una rete che unisce decine di associazioni  a sostegno dei migranti. Migranti il cui flusso, da un paio d'anni, sta interessando Como (passa di qui una delle rotte dei profughi verso la Svizzera). Sono le 21.15 quando il gruppo di militanti neofascisti irrompe nei locali del Chiostrino. Il "portavoce" legge un volantino delirante in cui si parla di "sostituzione" del popolo europeo con dei "non popoli", e che dà contro a chi offre aiuti e assistenza ai migranti: i "soloni dell'immigrazionismo a ogni costo". "Per tutti voi figli di una patria che non amate più...", scandisce il capo del gruppo, mentre gli altri militanti sono disposti a semicerchio  intorno al tavolo dove siedono gli attivisti di Como Senza Frontiere.


Lo stupore di chi partecipa alla riunione, e la forza pacifica con la quale i presenti decidono di non reagire alla provocazione, è disarmante. La migliore risposta alla violenza e alla prevaricazione squadrista del gruppo. Ma è evidente che i rappresentanti delle associazioni pro-migranti sono anche spaventati. La scena dura pochi minuti. Dopo la lettura del proclama, il capo del gruppo di Vfs si rivolge così ai padroni di casa: "Ora potete riprendere a discutere di come rovinare la nostra patria e la nostra città".

I naziskin a quel punto abbandonano la sala. "Nessun rispetto per voi", dice una delle teste rasate. Il blitz dei neofascisti veneti - hanno sede a Lonigo, in provincia di Vicenza - segue le iniziative di due anni fa, sempre a opera loro e sempre a Como e in altre città: sagome di migranti dipinte a terra di fronte alle sedi della Caritas.

In un comunicato diffuso su Facebook il presidente del Vfs, Giordano Caracino, attacca Repubblica e gli "antifascisti": "Siete in grado di trasformare in violenza la lettura di un comunicato...antifascisti. Passi lo scontro che sappiamo rifiutate sempre, ma se proprio non reggete neanche più il confronto democratico basato sull’avere delle idee discordanti, se i vostri timpani sono talmente fragili che si lacerano all’ascolto della verità, smettetela di fare politica, fate altro, origami o ricamo per esempio!".

Fondato nel 1986 da Piero Puschiavo e Ilo De Deppo, il Veneto Fronte Skinhead è noto nella galassia dell'ultradestra per la sua matrice antisemita e razzista. E' stato uno dei primi movimenti che hanno importato in Italia la subcultura giovanile del movimento naziskin.

A lungo legati alla tifoseria dell'Hellas Verona, nei primi anni 2000 hanno perso smalto a favore di altri gruppi: alcuni militanti sono migrati in Forza Nuova e in altre formazioni "nere". Da qualche mese Vfs è tornata in scena con iniziative sul territorio, sempre nel nord Italia. Nuovo nemico da combattere: i migranti.

Dura la condanna dell'Anpi nazionale. "E' intollerabile - dichiara la presidente Carla Nespolo - che un gruppo di chiara ispirazione neofascista interrompa una pacifica riunione per declamare uno sproloquio razzista. Questo ennesimo e vergognoso episodio, come anche la vicenda del corso di formazione per avvocati a Verona presentato dal presidente di un'associazione che si richiama al nazismo, impone una reazione politico-istituzionale immediata e strutturale. Chiederemo un incontro urgente al ministro dell'Interno".


Fonte: http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/11/29/news/naziskin_como_migranti_irruzione_fascismo-182499802/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1