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domenica 1 luglio 2018

Laboratorio "Homo Migrans"



Comitato Provinciale di Pavia








LABORATORIO
“HOMO MIGRANS”
realizzato da Progetto Con-Tatto
membro di RTI Muro Maestro Ente Gestore SPRAR Pavia
in collaborazione con ANPI Comitato Provinciale di Pavia e Progetto SPRAR PAVIA


Questo laboratorio mira a scomporre ed esplorare le migrazioni e i concetti di viaggio, identità e appartenenza; attraverso l'analisi delle rotte migratorie, gli alunni saranno condotti a scoprire quali sono le ragioni che spingono uomini e donne a lasciare la propria casa, i propri affetti e tutto quello che è parte della propria storia personale per approdare in una terra sconosciuta e lontana, scegliendo anche di percorrere tragitti di terra o di mare impervi e pericolosi.
Gli alunni avranno dunque la possibilità di analizzare le esperienze migratorie che stanno caratterizzando i nostri tempi modificando gli assetti politici europei, e comprendere le tappe del percorso di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale.

Obiettivi specifici di apprendimento e formativi:
  • Facilitare la comprensione dei fenomeni migratori e degli aspetti legati all’interculturalità;
  • consolidare i percorsi di educazione interculturale e di educazione alla cittadinanza mondiale;
  • favorire la conoscenza di paesi, culture e lingue differenti;
  • conoscere il sistema di accoglienza e protezione dei richiedenti asilo e rifugiati presente sul territorio provinciale (Progetto S.P.R.A.R.).

Durata del laboratorio
Per ogni classe coinvolta il laboratorio si articola in 3 incontri di 2 h ciascuno, totale 6 ore. Il laboratorio è adatto per gli alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria e per tutte le classi della scuola secondaria di primo grado.
Per le prime classi della scuola primaria verranno adattati i contenuti in base all'età, come indicato successivamente.
Il percorso viene proposto per un massimo di 10 classi sull'anno scolastico 2018-2019.

Percorso per scuola secondaria di I grado e classi quarta e quinta della scuola primaria
Contenuti degli incontri
1° incontro (2 h)
Verte sui tipi di viaggio e sulle motivazioni per cui questi vengono intrapresi. Gli studenti verranno stimolati a riflettere sui viaggi o migrazioni compiute dalla propria famiglia, verranno analizzate le motivazioni che hanno portato a spostarsi cambiando città o nazione.
Il tutto verrà rappresentato su una mappa del mondo che alla fine dell'incontro racconterà le varie storie di migrazione e rappresenterà le interconnessioni presenti a livello globale.
A partire dal brainstorming con i ragazzi si rifletterà insieme sulla distinzione tra migrazioni forzate e migrazioni per scelta.
ANPI Provinciale proporrà la narrazione e la riflessione su alcune grandi figure di antifascisti, per i quali la migrazione per necessità e ricerca di lavoro della propria famiglia di origine ha rappresentato uno snodo importante, incidendo in modo determinante sulla presa di coscienza nella visione del mondo, e nella scelta partigiana.  
La nostra narrazione si concentrerà sulla figura del gappista Giovanni Pesce, che, nel 1924, emigrò con la famiglia da Alessandria alla regione mineraria delle Cevennes. [Testo di riferimento Giovanni Pesce, Il giorno della bomba] – su quella del gappista Lorenzo Fava, la cui famiglia in cerca di lavoro emigrò da Nocera Inferiore (Salerno)  in Polesine [Testi di riferimento tratti dal materiale di Istoreco Verona] e del gappista Dante di Nanni, figlio di migranti dalla Puglia a Torino [Testi di riferimento: testimonianze scritte di Giovanni Pesce su Dante di Nanni]. Testo ulteriore di riferimento: Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno - nel passaggio che recita “Perché combatte? ...E quei quattro cognati terroni combattono per non essere più dei “terroni”, poveri emigranti, guardati come estranei.”
ANPI Provinciale proporrà anche la narrazione e la riflessione sulle biografie emblematiche di Piero Gobetti e dei fratelli Rosselli, migranti in fuga dall’Italia fascista, che trovano tutti la morte in terra di Francia là dove si era rifugiati per sfuggire alle persecuzioni della dittatura fascista.

2° incontro  (2 h)
Ci si avvicina al tema dell’immigrato e del rifugiato in particolare con la testimonianza di alcuni ospiti del progetto S.P.R.A.R. Pavia (Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) coinvolti da Progetto Con-Tatto.
Durante il laboratorio si viaggerà soprattutto in Africa, nei paesi di provenienza dei testimoni, per conoscere il patrimonio culturale che questi migranti portano con sé e per cercare di capire le motivazioni che li hanno spinti ad abbandonare i propri paesi e i propri affetti. Attraverso l'ausilio di una mappa dell'Africa e materiale fotografico verrà percorso il tragitto dal paese di provenienza alla Libia, luogo di partenza di un altro viaggio, quello via mare.

3° incontro  (2 h)
Avviene finalmente l’approdo in Italia dopo il pericoloso viaggio attraverso il Mediterraneo. In quest'ultimo incontro verranno raccontate da chi le ha vissute, le difficoltà e speranze della vita in Italia e in Europa. Si analizzerà brevemente la rappresentazione che i media danno del fenomeno migratorio.

Modalità conduzione incontri
I tre incontri sono strutturati in modo interattivo e vogliono offrire ai ragazzi la possibilità di dialogare e fare domande contribuendo ad approfondire il fenomeno migratorio, in particolare nella sua componente di migrazione forzata.
La presentazione sarà accompagnata dalla visione di immagini e filmati, ove possibile sarà utilizzata una lim.
Il laboratorio verrà adattato e differenziato in base alle classi d'età.

Percorso per classi prima, seconda e terza della scuola primaria.
Il laboratorio Homo Migrans può essere proposto alle tre classi della scuola primaria adattando i contenuti. Verrà privilegiato l'utilizzo di materiali quali stoffe colorate,  oggetti tipici e musiche tradizionali di altri paesi che permettano di narrare storie e culture dal mondo con una particolare attenzione ai paesi del continente africano dai quali partono la maggior parte dei richiedenti asilo.  
Un'illustratrice interculturale rappresenterà graficamente la narrazione del viaggio fatta dall'operatore facilitando il coinvolgimento degli studenti.


lunedì 8 maggio 2017

Una vita senza tregua

A dieci anni dalla scomparsa del leggendario comandante Giovanni Pesce, il suo nome entra nella toponomastica milanese. Il ricordo del 20 aprile scorso al Piccolo Teatro.




A dieci anni dalla scomparsa, il leggendario comandante partigiano Giovanni Pesce, Medaglia d’Oro al Valor Militare, avrà dedicata una strada a Milano, sua città d’adozione e in cui fu per un decennio eletto consigliere comunale. La giunta di Palazzo Marino deve ancora discutere e approvare la delibera, ma è già stata decisa la data dell’intitolazione: 27 luglio, giorno in cui “Visone”, nome di battaglia scelto in omaggio al paese natio, venne a mancare. Ancora da definire, inoltre, è la via da riportare nella toponomastica meneghina. Al momento le ipotesi sono due: una strada nei pressi di piazza Bonomelli, dove Pesce abitava con la moglie e staffetta partigiana Onorina Brambilla, oppure come proposto dall’Anpi provinciale, uno slargo vicino al giardinetto 15 Martiri di Piazzale Loreto.

In attesa dell’intitolazione, sono state avviate le iniziative culturali per rendere omaggio a Pesce e rievocare il combattente delle Brigate Internazionali in Spagna (ferito tre volte, una scheggia gli dolse tutta la vita); il confinato a Ventotene; l’organizzatore dei primi Gruppi di Azione Patriottica torinesi nel ’43 e in seguito, a Milano, fino alla Liberazione, il comandante della 3ª GAP “Rubini”.
Promosso dal Comune di Milano in collaborazione con Anpi, Aicvas, Piccolo Teatro e Scuola civica Paolo Grassi, il 20 aprile si è tenuto il tributo al Piccolo Teatro in via Rovello. Uno spazio d’arte e di memoria civile: la sala del primo Stabile italiano nel dopoguerra, infatti, già sede del dopolavoro comunale, durante l’occupazione nazifascista era divenuta la caserma del comando della Brigata Muti, nonché prigione e luogo di tortura anche di tanti uomini di “Visone”. Fu il gruppo Oberdan della famigerata Legione Autonoma Mobile Ettore Muti a compiere, il 10 agosto 1944, la strage di piazzale Loreto e a esporre e oltraggiare i cadaveri dei 15 antifascisti fucilati.
Sul palcoscenico si sono alternate letture dal libro Senza tregua di Giovanni Pesce a testi e canzoni della guerra di Spagna intonate dagli attori della Paolo Grassi. Dopo la proiezione del documentario di Giovanni Pozzi tratto dal libro del mitico comandante, c’è stata la testimonianza di Tiziana Pesce, unica figlia della coppia partigiana, che ha raccontato la storia dei suoi genitori: una narrazione di amore e insieme impegno civile per la giustizia, la libertà e la pace.
Fonte: http://www.patriaindipendente.it/