martedì 27 dicembre 2016

Diamo memoria al futuro. Alle radici della nostra Repubblica

Pubblichiamo il testo integrale del progetto provinciale dedicato alle scuole. Per informazioni, contattare la coordinatrice Commissione scuola e memoria, Luisa Albini - email: luisa.albini@gmail.com

Progetto provinciale indirizzato alle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Pavia - anno scolastico 2016/2017

L’ANPI Provinciale di Pavia intende proseguire nell’anno scolastico 2016/17 nella promozione di alcuni PERCORSI PROGETTUALI inerenti la Resistenza e la lotta di Liberazione dal nazifascismo del nostro Paese, rivolti alle scuole di ogni ordine e grado del territorio provinciale.
In particolare, in occasione del trentesimo anniversario della morte di Primo Levi, che ricorre nel 2017, in collaborazione con il Centro Internazionale di studi Primo Levi, l’ANPI propone un progetto incentrato sulla figura e sull’opera di questo grande protagonista della storia del 900. A questo proposito segnaliamo alle scuole chela mostra itinerante I mondi di Primo Levi sarà inaugurata mercoledì 30 novembre al MUST (Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci) di Milano, dove rimarrà in esposizione sino al 19 febbraio 2017, con un fitto programma di appuntamenti collegati ai temi dell’allestimento e  all’intreccio, sempre auspicato e valorizzato da Levi, fra cultura umanistica e cultura scientifica.

Come ogni anno sono proposte CONFERENZE rivolte agli STUDENTI delle classi 5^ degli Istituti Superiori e agli INSEGNANTI, come contributo alla riflessione su momenti particolarmente significativi della storia contemporanea.
L’iniziativa vuole tenere vivo il filo conduttore che lega il presente della nostra comunità provinciale con il suo passato; un filo nel quale gli avvenimenti della grande Storia, italiana e internazionale, si incrociano e si sovrappongono con le vicende e il vissuto quotidiano che hanno caratterizzato negli anni la provincia di Pavia, i suoi 190 Comuni, la sua popolazione.
Nella convinzione che sia necessario praticare la Memoria per non dimenticare, si propone alle scuole la costruzione di percorsi progettuali che hanno come finalità la sensibilizzazione degli studenti ai temi della Resistenza, della Democrazia, della Storia del Novecento.
Le iniziative saranno realizzate in collaborazione con l’Universitàdi Pavia, con l’ISTORECO, l’Associazione Nazionale Ex Deportati (ANED) della Provincia di Pavia, con il Centro Documentazione Resistenza di Voghera. Per le iniziative riguardanti Primo Levi si sono presi contatti con il Centro Internazionale di studi Primo Levi di Torino.
Si cercherà altresì la collaborazione con gli Enti Locali, in particolare con l’Amministrazionedell’Area Vasta (ex Provincia), in funzione di reciproca complementarietà.
L’ANPI Provinciale e in particolare la Commissione Scuola e Memoria saranno di supporto agli insegnanti che intenderanno approfondire in classe determinati aspetti di questo periodo storico; potranno fornire libri, fotocopie di documenti, video o altro materiale necessario, contattare esperti, dare la propria disponibilità per eventuali incontri con le classi. Alle scuole che ne faranno richiesta; sarà fornito materiale in formato elettronico da utilizzare per le ricerche.

OBIETTIVI FORMATIVI
Il progetto si pone i seguenti obiettivi, il raggiungimento dei quali sarà osservato e valutato dai docenti con le procedure suggerite nel paragrafo finale (Verifica e valutazione delle attività di progetto).
  • Valorizzare la pratica della didattica della ricerca di documenti e di testimonianze della Memoria.
  • Trasformare l’informazione e la semplice memoria commemorativa in apprendimento significativo. 
  • Realizzare il passaggio dalla semplice conoscenza alla comprensione di un evento storico nel suo contesto e nelle sue implicazioni attuali.
Consentire al ricordo di diventare partecipazione attiva attraverso il rapporto diretto e creativo con aspetti piccoli o grandi della storia dalla nascita del fascismo alla Seconda Guerra Mondiale e alla Lotta di Liberazione, alla riflessione sul significato della testimonianza di alcune figure della Shoah e della Resistenza.


CONFERENZE RIVOLTE AGLI STUDENTI E AI DOCENTI DELLE CLASSI 4^ e 5^ DEGLI ISTITUTI SUPERIORI
  1. LA ZONA GRIGIA” - Primo Levi I sommersi e i salvati – capitoli La memoria e La vergogna
  2. FASCISMO E NEOFASCISMO
  3. INTERCULTURA, NUOVI RAZZISMI E MIGRAZIONI
Le conferenze, che si terranno all’interno degli istituti scolastici che ne faranno richiesta, inizieranno nel mese di gennaio e termineranno entro il mese di aprile 2016. Date e nomi dei Relatori saranno comunicati in seguito.

PROPOSTA DI TRACCE DI PERCORSI PROGETTUALI
- La Costituzione a scuola: percorso didattico per avvicinare in modo diretto, semplice ai principi della nostra Costituzione. Il percorso per i più piccoli prevede l’utilizzazione di giochi di parole, filastrocche, disegni, ecc. al fine di renderlo anche divertente.
- Temi di ricerca dedicati alle classi terze delle Scuole secondarie di primo e di secondo grado che saranno impegnate in laboratori di ricerca, di lettura e, qualora richiesti, in incontri con esponenti dell’ANPI.
  1. Leggere Primo Levi
  2. I deportati pavesi nei lager nazisti
  3. La Resistenza in provincia di Pavia
I gruppi  di studio e di ricerca degli allievi saranno coordinati dai docenti e avranno come esito brevi video che saranno pubblicati sul sito dell’ANPI provinciale e, quelli riguardanti Primo Levi, saranno inviati anche all’Istituto internazionale di studi Primo Levi.
I materiali in formato elettronico, (CD e DVD), utili alle ricerche saranno messi a disposizione delle scuole che ne faranno richiesta e saranno differenziati per grado scolastico.
Sul tema della deportazione e dei campi di concentramento l’ANEDProvinciale, partner di questo progetto, presenta proprie proposte da considerarsi complementari a quelle dell’ANPI.

METODOLOGIE PROPOSTE
Lavoro di gruppo con produzione di brevi video girati dagli studenti che saranno inviati, ai fini della documentazione, all’ ANPI provinciale e che saranno considerati per una eventuale presentazione in pubblico.

RISULTATI ATTESI
Favorire la nascita nelle scuole di laboratori di storia che consentano agli studenti di familiarizzare con il “mestiere” dello storico, utilizzando le competenze e le esperienze del Centro Internazionale di studi Primo Levi e dell’ANPI provinciale.
Proposta di Verifica e Valutazione delle attività di progetto
Valutazione del prodotto dell’attività prevista nel percorso progettuale secondo i seguenti indicatori:
  • rilevanza e significatività del tema oggetto dello studio e della ricerca;
  • capacità di analisi e di approfondimento del tema oggetto di studio e di ricerca;
  • cura degli aspetti linguistici e iconici del prodotto;
  • consapevolezza del contesto storico in cui si colloca il tema oggetto di studio.

Pavia, 8 Novembre 2016

                      Presidente                                                                                                 Coordinatore
  Comitato provinciale ANPI Pavia                                                                  Commissione scuola e memoria
             Santino Marchiselli                                                                                             Luisa Albini

sabato 17 dicembre 2016

18 – 20 dicembre 1922: una strage fascista

I nostri morti non si piangono, si vendicano. [...] Noi possediamo l'elenco di oltre 3000 nomi di sovversivi. Tra questi ne abbiamo scelti 24 e i loro nomi li abbiamo affidati alle nostre migliori squadre, perché facessero giustizia. E giustizia è stata fatta.”

Il lessico perentorio e immaginifico di Piero Brandimarte riecheggia tutta la ferocia con cui il comandante delle squadre d'azione torinesi, impose, prima, l'adunata al Fascio, poi, illustrò i criteri per selezionare quanti sarebbero stati fatti oggetto della rappresaglia squadrista, seguita agli scontri che trasformarono la città capitale del movimento operaio in un palcoscenico di strazio e violenza. Tra il 18 e il 20 dicembre 1922 le squadre di Brandimarte distrussero la Camera del Lavoro e fecero quattordici morti.
Questo episodio, sprofondato nella memoria collettiva, è la nostra risposta ad ogni revisionismo.
A contraltare di ogni fasulla narrazione di un “fascismo mite”, che fece anche “cose buone”, non possiamo non riandare alla memoria di sangue e di lutto degli anni ’20, fino a ri-scoprire il nome e la storia di Pietro Ferrero, il cui cadavere seviziato, agganciato ad un autocarro, venne esibito come trofeo.
Segretario cittadino della FIOM, l’anarchico Ferrero fu, con Maurizio Garino, organizzatore dei consigli di fabbrica libertari in Fiat e protagonista delle lotte degli operai torinesi, in risposta alla serrata padronale, negli anni '19-'22.
L'eccidio di Torino è parte del processo di fascistizzazione dello Stato: la funesta manovra di normalizzazione dello squadrismo venne infatti formalizzata da un regio decreto, che andò trasformando le squadre d'azione in reparti della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (MVSN), allineandoli, in ambigua contiguità, con la forza pubblica.
Comandati spesso da nobili decaduti e rampolli di ricchi fittabili e possidenti terrieri, armati di bastoni, tirapugni, rivoltelle, pugnali e bombe a mano, sui cassoni dei camion Fiat 18BL, usciti direttamente dagli arsenali della grande guerra, i reduci arditi avevano nell’organizzazione operaia la propria prima trincea, e nelle sue avanguardie i propri primi nemici da annientare.
Da ricettacolo per reduci arditi, lo squadrismo – tempo due anni – si fece palese “metodo” di lotta politica antipopolare, guardato con un qualche favore dai settori più reazionari della borghesia urbana e aperta soddisfazione dai possidenti agrari, che, agli squadristi, prese ad elargire mezzi e finanziamenti, copertura e legittimità, fino a farne i propri scherani, schierati contro le organizzazioni dei lavoratori, fattesi sempre più consapevoli e numerose negli anni di crisi del primo dopoguerra.
Nella nostra Lomellina, a Mortara, fu direttamente l’Associazione degli agrari a finanziare Pietro Forni, insignendolo sul campo del grado di comandante in camicia nera di uno spietato esercito chiamato a ripristinare l’onnipotenza padronale contro ogni rivendicazione bracciantile. Il processo di “delega” allo squadrismo quale legittimo tutore dell’ordine non avrà più confini, e troverà presto nella città di Pavia la sua prima vittima: Ferruccio Ghinaglia, giovane studente cremonese, leader socialista e fondatore del Partito Comunista, che, con gli operai della Necchi, della Moncalvi, della Torti, e di cento piccoli stabilimenti, visse la stagione dell’occupazione delle fabbriche e l’immenso sogno della liberazione dell’uomo dallo sfruttamento.

Presto, i simboli operai sulle fabbriche sarebbero stati ammainati, e il libero stendardo della municipalità di Pavia stracciato dall’occupazione militare del Comune. Poi, sarebbe giunto il tempo dell’ordine fascista.