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| Carcere degli Scalzi - Verona |
È con grande dolore che diamo oggi il nostro estremo saluto a Bruna, antifascista e resistente, nata a Rovigo, che ha vissuto nella nostra città, e che è stata iscritta alla nostra sezione ANPI cittadina.
Esprimendo il nostro cordoglio alla famiglia, ricordiamo la storia di coraggio di Bruna che, appena ragazzina, venne più volte incaricata dal padre Luigi, Presidente del Comitato di Liberazione di Rovigo, e Prefetto di questa città appena dopo il 25 aprile ’45, di portare messaggi clandestini agli uomini e alle donne della Resistenza, che, nella città sotto occupazione, andavano tessendo la grande trama unitaria che portò alla Liberazione del Paese e alla sconfitta della dittatura.
In questo momento di dolore, ricordiamo anche l’intenso rapporto di ideale comunanza antifascista che legò Bruna ai suoi professori di Liceo, Renato Tisato, partigiano gappista a Verona e, poi, professore nella Università di Pavia, e Francesco Viviani, che pagò la sua militanza resistente con l’arresto (Verona 2 luglio ’44) e la deportazione a Buchenwald dove morì il 9 aprile 1945. Da essi, Bruna apprese la passione della verità e l’amore per lo studio, la ricerca, la lettura e la scrittura che l’accompagnarono per tutta la vita, come aspetti integranti del suo essere antifascista.
Bruna ci ha lasciato la sua testimonianza di ragazza resistente in una bella autobiografia che ho avuto l’onore di leggere nelle bozze, consegnatemi dalla figlia Chiara Viola. La sua storia, semplice e intensa, ci illumina sugli anni della lotta antifascista. Bruna ha continuato questa lotta per tutta per la vita, trasmettendo ai figli i valori della giustizia e dell’uguaglianza, e mantenendo nel tempo la sua iscrizione all’Associazione Nazionale Partigiani D’Italia.
Ciao Bruna.
Annalisa Alessio (ANPI)

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