domenica 5 febbraio 2017

Un confine tormentato

comandante della II armata operante in Slovenia Dalmazia Croazia
A oltre dieci anni dalla emanazione della legge istitutiva della Giornata del Ricordo, volta a conservare e rinnovare la memoria delle vittime della tragedia delle foibe e della più complessa vicenda del confine orientale, non è ancora possibile restituire alla commemorazione la sua originaria vocazione: la volontà di fare i conti con la drammatica stagione dell'occupazione nazifascista e del dopoguerra nell'area giuliano-dalmata. D'altra parte, una commemorazione che affonda le sue radici a Salò, quando venne istituito il primo “giorno del ricordo”, celebrato in tutta la Repubblica Sociale Italiana il 30 gennaio 1944, ha in sé tutte le premesse per essere provocatoriamente strumentalizzata.
La vulgata ufficiale, infatti, presenta troppo spesso errori che paiono a tutti gli effetti dettati da un opportunismo funzionale alla diffusione di pregiudizi nazionalisti, che non fanno altro che fomentare contrapposizioni nazionali.
La Giornata del Ricordo è diventata uno dei pilastri della creazione di una mitologia collettiva nazionale italiana e della memoria condivisa, costituita da un insieme di stereotipi e omissioni, in cui il travisamento della realtà storica è portato avanti anche a livello politico, tanto che il materiale iconografico utilizzato per rappresentare la violenza usata contro gli infoibati continua a essere costituito da immagini di errata attribuzione, di contenuto addirittura opposto a quanto viene fatto passare, in cui le vittime sono presentate come aguzzini e viceversa; la narrazione di eventi particolarmente drammatici è utilizzata quale strumento di legittimazione della propria presenza nello scenario politico e di delegittimazione dell'avversario; le manipolazioni delle testimonianze sono talmente profonde da individuare nelle foibe il frutto di un piano preordinato titino per sbarazzarsi dei simboli del potere italiano in Istria, trasmutando la storia in propaganda politica.
Avverso questa deriva, è apprezzabile il lavoro che sta svolgendo il collettivo Nicoletta Bourbaki, gruppo di inchiesta sulle manipolazioni storiche e il revisionismo in rete, nonché autore di una lettera aperta alla rivista Internazionale in tema di Giorno del Ricordo, sottoscritta da storici, scrittori e numerosi circoli ANPI, in cui gli autori evidenziano una serie di errori e falsificazioni nell'articolo che la rivista ha dedicato il 10 febbraio 2016 alla materia delle foibe.

La retorica sui martiri, gli eroi, le patrie e le bandiere costituisce un indegno sfruttamento del dolore di tutte le vittime nel nome di una immaginaria società unitaria, che mira alla creazione di una singola cultura e una singola identità nazionale, in una sorta di genocidio culturale, come già fece quell'“oltranzistico fascismo di frontiera, programmaticamente antislavo” (Franzinelli) che aveva caratterizzato la politica di italianizzazione del ventennio. Oggi, come allora, lo scontro di civiltà è la chiave perfetta per costruire nemici a tavolino, per definire un “noi” e un “loro”, e individuare una irriducibile diversità maneggevole a fomentare il nazionalismo sciovinista proprio della destra estrema. In questo modo si possono legittimare guerre e politiche xenofobe, rendere accettabili barriere all'ingresso dei migranti, ridurre i diritti politici dei cittadini e i diritti dei lavoratori, limitare le garanzie di accesso a servizi quali sanità e istruzione, nel quadro di ridefinizione delle società nel contesto neoliberista.
Allo scopo di perseguire il fine proprio di questa ricorrenza, e in una prospettiva europea, la Giornata del Ricordo deve costituire l'occasione per superare, anziché cristallizzare, un'eredità storica di conflitto, congedando gli approcci anacronistici, che hanno impedito una effettiva e duratura ricomposizione dei contrasti ereditati dal secolo scorso, così come definito nel documento su “Il confine italo-sloveno” approvato dal Comitato nazionale ANPI il 9 dicembre 2016.
Contro ogni revisionismo, manipolazione e mistificazione storica tesi alla rivalutazione del fascismo, il nostro suggerimento è un invito ad approfondire la riflessione attraverso la lettura dei testi raccolti in questa bibliografia che, pur non pretendendo di essere esaustiva, aiuterà a districarsi nella complessa vicenda dei confini orientali.

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