Oggetto:
Filo rosso.
Ciao,
Ale!
Dicesti
che mi avresti letto volentieri, dunque oggi sfogo la mia loquacità
calligrafica.
In
passato te ne scrivevo, di email, è vero; di recente ho perso
l'abitudine, ma è perché tu non mi rispondevi mai, e ultimamente
nemmeno mi parlavi più in chat... Ti eri rifugiato in una delle tue
oscure e a mio avviso immotivate sparizioni, delle quali ho smesso
peraltro di chiederti (e chiedermi) le ragioni, tanto non otterrei
risposte razionali, non essendo razionali le fughe. Ormai ho capito e
accettato il tuo bisogno di sistematici allontanamenti; così come ho
imparato a fare poco per volta, come buffamente dici tu, ad averti a
piccole dosi, sollazzandomi quando la tua magnanimità mi omaggia
delle minime attenzioni.
D'altra
parte, se non fossi così bizzarramente stronzo, quel che capita tra
noi diverrebbe scontato, banale, addirittura noioso, direi. È vero
che se facessi come dico io, eviteresti di sorbirti le mie sclerate e
non mi faresti mangiare tanta rabbia, ma ai miei occhi si rivelerebbe
una persona come tante. Poi già sono circondata da gente che fa quel
che dico io! Naaa, OK, fa' come vuoi: sfogati pure con me, sono qui
apposta, a tua completa disposizione, per servire qualsiasi tua
esigenza strampalata o intrigante bizzaria, per essere sottomessa e
soggiogata ai tuoi più turpi e reconditi pensieri spinti.
In
fin dei conti in quel che capita tra noi l'irragionevolezza è la
sola ragione per cui ha senso lasciar vivere il nostro legame, o quel
che è. Dovremmo forse chiamarla amicizia? Ma no, non è nemmeno
amicizia. Preferisco definirlo un sottilissimo filo, ovviamente
rosso, come di seta pregiata, che facilmente si annoda, si
aggroviglia, ma quando magicamente si scioglie, anche solo per una
manciata di minuti, si mostra in quella fibra preziosa e
straordinaria, le cui qualità possono essere stimate solo da chi la
possiede: perciò credo sarebbe un vero peccato rinunciare ad
apprezzarla! Perché se abbiamo la fortuna di sperimentare un'intesa
notevole, è una follia non lasciarle un briciolo di sfogo. Certo, le
briciole sono solo una parte delle reali potenzialità; ma diamine,
succede anche di doversi accontentare! E qui lo faccio, mio malgrado,
proprio in nome del valore che gli riconosco.
Ecco
allora che quando l'ardimento mi esorta a smaniare emozioni lascive,
velatamente trasgressive e pudicamente inimmaginabili nella
quotidianità, con te attivo una sorta di valvola di sfogo capace di
svincolarmi dalle sciocche convenzioni. È come se in quei momenti
aprissimo una parentesi di erotismo – tutto sommato genuino, puro
nella sua promiscuità; è un po' come fissare una pennellata di
colore al pallore consueto. E se mordo il freno per realizzare le mie
fantasie, è perché riconosco quanto sia importante per i nostri
corpi trovarsi e dare concretezza a quel famoso filo di cui sopra.
Ora ti va di ascoltare una canzone? Si intitola After Hours.
Ora ti va di ascoltare una canzone? Si intitola After Hours.
È
di Lou Reed, è molto bella. La voce di Edie Sedgwick è deliziosa e
sensuale, e l'eufonia della musica ovattata e melodiosa è un monito
a chiudere la porta, ogni tanto.
Avrei
un sacco di altre cose da dirti, ma per ora mi fermo. Manca
l'allegato, la foto che mi avevi chiesto: te la invio prossimamente,
appea riesco a combinare qualcosa di invitante.
Se
hai voglia, scrivimi, ti leggerei volentieri.